COOPERAZIONE: LA PERSONA PRIMA DI TUTTO PER FUTURO IMPRESA

COOPERAZIONE: LA PERSONA PRIMA DI TUTTO PER FUTURO IMPRESA

Settore: LEGACOOP MARCHE

5 ott 2018

La persona prima di tutto. La ricetta per come saranno le aziende, cooperative e non, ha come ingrediente principale l’individuo, la competenza, i rapporti umani, il rispetto, la solidarietà. Elementi che sono già nel Dna della cooperazione, nella sua storia ma soprattutto nel suo domani, dei quali si è parlato nella tavola rotonda “L’impresa del futuro. Tra innovazione e radicamento: come innovare le strategie imprenditoriali cooperative", quinto incontro del percorso di formazione per i nuovi quadri cooperativi, promosso da Legacoop Marche con Generazioni Marche e 4Form, che si è svolto nella Sala di Confidicoop Marche ad Ancona. 

 

Sull’orizzonte dell’innovazione, ha detto Luigino Bruni, economista, “la cooperazione ha un grande patrimonio che non deve però diventare nostalgia collettiva, perché altrimenti si trasforma in un mostro. Il passato non sia zavorra ma patrimonio”. Anche per le cooperative, ha aggiunto Bruni, “per crescere, le vere risorse sono le persone, capaci di dialogo, il grande capitale è sempre quello umano, non i macchinari o le tecniche. Quindi, se non ci sono le persone giuste, le grandi innovazioni non arrivano. Il concetto della persona, l’uomo e la donna, al centro dell’economia e dell’impresa non è un retaggio del passato ma l’unico investimento per il futuro”.

 

La cooperazione è in grado di affrontare le grandi trasformazioni perché, ha affermato Matteo Granata, presidente Centro studi Legacoop, “è nata per soddisfare i bisogni provocati dalla rottura della rivoluzione industriale nella società facendoli diventare opportunità di mercato. Anche oggi di questa modalità di reazione c’è un bisogno fortissimo”. La sfida, perciò, è duplice e “riguarda le imprese cooperative – ha detto Granata -, che devono trasformare i loro valori tradizionali in opportunità di cambiamento e le strutture associative che devono accompagnare aziende che oggi devono affrontare Olimpiadi, non più solo passeggiate”.

 

Testimoni di come si crea innovazione nel radicamento, anche con il territorio, sono stati Massimo Mancini, “contadino dentro – si è definito -, con il sogno di produrre pasta di qualità in mezzo ad un campo di grano, da poter vendere a New York”, un desiderio in corso di realizzazione, con un marchio accreditato anche a livello internazionale, e Sandro Paradisi, produttore di meccanica di precisione. “Immaginare la nostra impresa nel futuro – ha detto Paradisi –, fra dieci anni o più, dovrebbe essere fatto ogni giorno perché solo così si può pensare al futuro dei nostri dipendenti, del territorio, di tutti i portatori di interesse con cui ci confrontiamo. Solo così riusciremo a far diventare l’azienda un bene comune”.

 



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