LEGACOOPSOCIALI MARCHE: TRASFORMARE IL WELFARE DA COSTO AD INVESTIMENTO

LEGACOOPSOCIALI MARCHE: TRASFORMARE IL WELFARE DA COSTO AD INVESTIMENTO

Settore: SOCIALE

E’ tempo di scelte rigeneratrici che trasformino le politiche sociali delle Marche da costo ad investimento attraverso un patto di mandato per lo sviluppo di un welfare motore di sviluppo, coesione sociale e cittadinanza. E’ la richiesta alla Regione Marche delle 75 cooperative sociali che aderiscono a Legacoop Marche, riunite al Ridotto del Teatro delle Muse in un assemblea dedicata a “Rigenerare il welfare – La visione della cooperazione sociale”. Protagoniste del welfare marchigiano, con 75 mila utenti serviti, queste cooperative contano su 9 mila soci, occupano 7 mila addetti, con un fatturato di oltre 161 milioni di euro e forniscono servizi a 75 mila utenti.

 

"La cooperazione sociale marchigiana ha contributo allo sviluppo di un sistema di welfare caratterizzato da innovazione, equità, rispetto dei diritti dei lavoratori e degli utenti, partecipazione e sostenibilità dei costi - hanno sottolineato Amedeo Duranti, presidente del Comitato regionale Legacoopsociali Marche, e il coordinatore regionale Fabio Grossetti -, oggi le nostre proposte vogliono contribuire alla rigenerazione del sistema considerando che, da alcuni anni, assistiamo ad un arretramento complessivo delle politiche di welfare con riduzione delle risorse, taglio delle prestazioni, diminuzione degli accessi, rischio di sanitarizzazione degli interventi sociali, mancato sostegno alle politiche di inserimento lavorativo delle fasce più deboli e conseguente restringimento dei diritti. Questo anche per scelte legislative che, se non governate, stanno creando le condizioni per intaccare la qualità dei servizi".

 

Franco Alleruzzo, presidente di Legacoop Marche, ha ricordato che "come cooperazione sociale, stiamo uscendo da un 2015 che è stato molto particolare in cui ci siamo trovati con l'azzeramento dei fondi per il sociale in bilancio regionale. Abbiamo però continuato a garantire l'erogazione dei servizi sociali senza alcuna certezza economica. Siamo riusciti ad avere ora la certezza, da parte della nuova Giunta regionale, del ripristino dei fondi per le politiche sociali. Quello che chiediamo oggi è il finanziamento nel tempo, per i prossimi anni, del fondo per il welfare e una programmazione partecipata perché soltanto in questa maniera riusciremo a garantire le condizioni di efficienza e di adeguatezza del welfare in un cambiamento così profondo come quello che stiamo vivendo".

 

"La realtà della cooperazione sociale, anche nelle Marche, evidenzia come un soggetto privato possa svolgere una funzione pubblica - ha detto Paolo Venturi, direttore Aiccon-Associazione italiana per la promozione della cultura della cooperazione e del non profit -, questo e' un elemento fondamentale perché il ruolo del pubblico non potrà dilatarsi così come quello della spesa pubblica. Sarà sempre più importante il ruolo dei soggetti della cooperazione, specie quella sociale. In Italia sono circa 21 milioni le persone assistite dal non profit. Il futuro è quello dell'impresa sociale e l'alleanza fra pubblica amministrazione e cooperazione sociale deve rafforzarsi. E' necessario che questi due soggetti comincino a coprodurre e a coprogettare, a costruire politiche innovative, rivolte ai bisogni emergenti e alla domanda di protezione sociale".

 

Le proposte strategiche di Legacoopsociali Marche comprendono una programmazione pluriennale, fondi di bilancio stabili e consistenti ripristinando il fondo sociale, la necessità di puntare all'effettiva e reale esigibilità dei Lea-Livelli essenziali di assistenza, investire sull’integrazione socio-sanitaria, puntare sulla cooperazione di inserimento lavorativo, il coinvolgimento di tutti gli attori della comunità, una governance partecipata del welfare, la partecipazione alla pianificazione delle politiche integrate del welfare, l'istituzione di un Osservatorio del sistema integrato dei servizi di welfare, una sperimentazione per trasformare i servizi esistenti e farne nascere di nuovi, il considerare gli appalti e i sistemi di affidamento dei servizi parti integrate delle politiche di welfare. A tutto ciò si affianca la necessità di investire sullo staff del Servizio Politiche sociali della Regione Marche per renderlo in grado di affrontare nelle migliori condizioni la sfida della rigenerazione del welfare marchigiano.

 

Parte dell’assemblea, è stata la tavola rotonda “Rigenerare il welfare”, moderata da Angela Genova, Dipartimento Economia sociale e politica dell’Università di Urbino, Alberto Alberani, responsabile Legacoopsociali Emilia Romagna, Alessandro Marini, direttore generale Asur Marche, Giovanni Santarelli, dirigente Programmazione sociale Regione Marche, Roberto Ghiselli, segretario regionale Cgil Marche.

 

Durante l’assemblea, si è svolta l’elezione del Comitato regionale sociali di Legacoop Marche, composto da Nicola Denti (cooperativa T41B), Mario Rosati (Opera), Franco Bari (Progeil), Enrica Priori (Tadamon), Adriano Spoletini (La Talea Ambiente), Paolo Argalia (Rdm), Renata Del Bello (Nuova Ricerca), Amedeo Duranti (Cooss Marche), Giuseppe La Duca (HMuta), Mirko Loreti (Pagefha), Francesco Ciarrocchi (Tangram), Davide Mattioli (Labirinto), Nicola Vannoni (Vivicare), Claudia Capriotti (Ama Aquilone).

 

Rigenerare il welfare: la visione

 

Rigenerare il welfare: le proposte



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