APRIRE UNA COOPERATIVA

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1. Quali sono le caratteristiche distintive dell’impresa cooperativa?

L’impresa cooperativa è un’impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della S.r.l o della S.p.A. La cooperativa pone al centro le persone, per questo pone dei limiti alla remunerazione del capitale, garantendo così la centralità dei soci. Tra i principi fondamentali che regolano l’impresa cooperativa:


Democrazia: La cooperativa è un’impresa “democratica” che prevede un forte controllo da parte dei soci secondo il principio “una testa, un voto”, indipendentemente dalla propria quota sociale.

 

Mutualità: Il rapporto mutualistico si realizza tra soci e cooperativa e descrive vantaggi e obblighi reciproci. La mutualità può avere forme diverse:vantaggi, benefici o migliori condizioni. L’essenza del rapporto mutualistico è il “ristorno”, un vantaggio che viene riconosciuto ai soli soci, non indistintamente e in modo eguale ma proporzionalmente alla quantità e qualità degli scambi avuti con la cooperativa.

Intergenerazionalità: L’impresa cooperativa prevede l’indivisibilità del patrimonio e il reimpiego degli utili nell’impresa stessa, garantendo così lavoro stabile, sviluppo nel tempo e stabilità economica della società. Queste condizioni rendono l’impresa cooperativa un’ impresa “sostenibile” e attenta alle opportunità delle generazioni future.


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2. Perché fare una cooperativa e non un’impresa diversa, quali vantaggi ci sono?

Essere padroni di sé stessi, poter decidere liberamente insieme agli altri soci senza doversi sottomettere alle decisioni di altri. La cooperativa è un’impresa che attenua la conflittualità interna, proprio grazie alla forte partecipazione democratica dei soci ai processi decisionali. Inoltre l’impresa cooperativa non necessita di un capitale minimo per essere costituita a differenza delle altre imprese di capitali. La cooperativa è un’impresa che rivolge particolare attenzione alle persone e alla comunità in cui opera, non può “delocalizzare”, garantisce una forte flessibilità organizzativa che si concretizza con la possibilità di realizzare patti sociali tra i soci per organizzarsi liberamente garantendo sempre e comunque gli interessi dell’impresa stessa.


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3. La cooperativa è un ente non-profit?

La cooperativa è un’impresa a tutti gli effetti, non è un’associazione non-profit, né un’associazione di volontariato; quello che la caratterizza è la ripartizione degli utili:
rispetto agli enti non-profit infatti è prevista la possibilità di dividere parte degli utili tra i soci
rispetto alle altre società di capitali invece ha un obbligo a reinvestire la gran parte degli utili nell’impresa.

La cooperativa finalizza la maggior parte degli utili al conseguimento degli obiettivi dei soci e in tal senso li destina alla patrimonializzazione della società., mentre le altre società devono remunerare i soci proporzionalmente alla propria partecipazione societaria.

Una particolare tipologia di cooperative è quella delle cooperative sociali, che essendo onlus per legge, rientrano nella categoria del non-profit.


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4. Quali tipologie di cooperative esistono?

Le cooperative possono essere di lavoro in cui i soci sono i lavoratori stessi, di consumoe utenza: in cui i soci sono i consumatori o utenti, mentre nelle cooperative di dettaglianti sono i commercianti; le cooperative agricole: oltre ad essere cooperative di lavoro, possono essere anche di conferimento, in cui il socio "conferisce" appunto alla cooperativa i propri prodotti affinché questa possa ottenere un prezzo migliore sul mercato. Le cooperative sociali possono essere cooperative di utenza nel caso delle cooperative di tipo A o di lavoro nelle cooperative di tipo B.

Le imprese cooperative operano in tutti i settori produttivi su tutto il territorio nazionale:

  • Produzione e lavoro: manifatturiero, industriale, edilizia, meccanico, energia, consulenza
  • Servizi: web, manutenzione, vigilanza, logistica, trasporti, ristorazione, global service
  • Grande distribuzione: consumatori, utenza, dettaglianti
  • Agricoltura e pesca: coltivazione, allevamento, trasformazione, pesca
  • Turismo: servizi per il turismo, accoglienza
  • Cultura e media: stampa, internet, servizi culturali e museali, organizzazione eventi
  • Credito, finanza, assicurazioni: servizi bancari, servizi finanziari, servizi assicurativi
  • Salute e sociale: sanità, benessere, disabilità, infanzia, disagio sociale


 

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5. Cosa bisogna fare per aprire una cooperativa?

Per trasformare un’idea progettuale d’impresa in una impresa cooperativa è necessario:

  • Essere almeno 3 soci
  • Redigere l’Atto costitutivo e lo statuto per atto pubblico
  • Iscrizione nel Registro delle impreseAttribuzione del codice fiscale e della partita I.V.A.
  • Comunicazione d’inizio attività all’Agenzia dell’Entrate e alla Camera di   Commercio
  • Iscrivere la cooperativa all’Albo nazionale delle Cooperative


Per conoscere in dettaglio le informazioni necessarie pergli atti si rinvia al codice civile


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6. Quanto costa costituire una cooperativa?

Per la cooperativa non è previsto un valore minimo di capitale sociale, la quota sociale minima per ogni socio è di 25 euro fino ad un massimo di 500 euro a quota per una partecipazione massima  di 100.000 euro.

Il capitale iniziale deve comunque essere adeguato agli scopi prefissati e ad affrontare le spese iniziali per:

  • Notaio (per la redazione dello statuto)
  • Iscrizione al Registro delle Imprese
  • Iscrizione all’Albo nazionale


A queste possono aggiungersi ulteriori spese di consulenza per la redazione del regolamento e del business plan (altamente consigliato).
La cooperativa deve ogni anno destinare almeno il 30% degli utili netti a riserva indivisibile volto alla patrimonializzazione dell’impresa e versare il 3% dei propri utili ad un fondo mutualistico per la promozione dell’impresa e del modello cooperativo.


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7. È vero che ci sono vantaggi fiscali?

Le cooperative hanno alcuni vantaggi fiscali in relazione al fatto che parte degli utili della cooperativa non vengono distribuiti tra i soci, ma vengono nuovamente investiti nell’impresa, al fine di garantirne la continuità nel tempo, favorire le nuove generazioni, creare nuove opportunità di crescita e di occupazione. Lo Stato decide quindi di “premiare” il ruolo sociale dell’impresa cooperativa.

Il regime fiscale per le cooperative prevede che la parte degli utili che le cooperative destinano a riserve patrimoniali indivisibili tra i soci non concorrano a formare il reddito imponibile della società a condizione che sia esclusa la possibilità di distribuire tali riserve patrimoniali tra i soci (sia durante la vita dell’impresa che al suo scioglimento).

I vantaggi fiscali si applicano in misura maggiore quando la cooperativa è a mutualità prevalente, cioè opera principalmente con i propri soci.

Da ricordare inoltre che la quota del 3% da destinare al Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione è fiscalmente deducibile


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8. Come funziona la cooperativa e come viene amministrata?

Le cooperative hanno gli stessi organi sociali previsti per le società di capitali: assemblea, consiglio di amministrazione o amministratore unico, collegio sindacale.

L’assemblea

Le modalità di svolgimento dell’assemblea sono fondamentalmente le stesse previste nelle altre forme societarie, l’unica vera peculiarità è il principio “una testa, un voto“, in base alla quale ogni socio può esprimere un solo voto a prescindere dalla propria partecipazione al capitale sociale. Esiste solo una deroga che prevede nelle cooperative di lavoro la possibilità per i soci finanziatori di esprimere più voti fino ad un massimo di 1/3 dei voti dell’assemblea (la proporzione deve essere sempre rispettata in assemblea e mantenere la proporzione anche sulle presenze effettive) allo scopo di evitare che possano condizionare la vita e le scelte della società.

Il Consiglio di amministrazione o l’amministratore unico

Può delegare proprie funzioni a o uno o più membri così come nelle altre società di capitali, ma non può esercitare tale facoltà su alcune materie per le quali è previsto l’obbligo di deliberare in forma collegiale: ammissione di nuovi soci, il recesso del socio, l’esclusione del socio, le decisioni che incidono sul rapporto mutualistico. Su queste ultime è opportuno che lo statuto dia indicazioni precise sulla remunerazione della prestazione mutualistica, sul ristorno, sul conferimento.

Il Collegio sindacale

Ha gli stessi requisiti e compiti previsti nelle altre società, ma non tutte le cooperative (sia quelle a modello s.p.a. che quelle a modello s.r.l.) hanno l’obbligo di istituire il collegio sindacale.


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9. Cosa è Legacoop e cosa può fare per la cooperativa?

Legacoop è un’associazione di rappresentanza delle cooperative italiane, nata nel 1886, oggi rappresenta 15.000 cooperative.
Legacoop offre a tutte le sue aderenti una gamma di servizi per la gestione e la crescita dell’impresa cooperativa e porta le istanze della cooperazione sui tavoli istituzionali.
L’adesione a Legacoop avviene a livello territoriale, la quota di adesione è proporzionale al fatturato della cooperativa e al settore di appartenenza; le neonate cooperative invece non pagano il contributo associativo il primo anno. Il contributo associativo include una serie di servizi oltre l’accesso all’area riservata e ai servizi on-line del portale Legacoop.


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10. Quali sono gli strumenti per finanziare l’impresa cooperativa?

Il movimento cooperativo ha al suo interno numerosi strumenti finanziari in grado di finanziare la cooperativa nella fase di start up, nella fase di consolidamento e patrimonializzazione e supportarla nella fase di espansione e investimento.
Legacoop per far conoscere a tutte le cooperative interessate le opportunità offerte dal movimento cooperativo ha costituito una rete di esperti finanziari che sui territori incontrano le imprese e promuovono le convenzioni, gli accordi e gli strumenti finanziari riservati alle cooperative aderenti.






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